Io e Lucky Hunter stavamo bevendo del tè mentre della pioggia picchiettava sulla finestra. Io ero completamente incantato dalle nuvole grigie che impetuose stavano in cielo, o meglio le guardavo cercando di darmi un tono. Un telefono squillò e Lucky diede un colpetto rapido col piede alla mia sedia; fu talmente tanto improvviso che per qualche motivo mi sono cagato sotto dalla paura e il tè mi andò di traverso. Lucky mi guardò come a dire “vai a rispondere” e siccome quel coglione è il mio capo io mi lanciai verso la cornetta telefonica. Dall’altra parte una voce maschile rotta e ansiosa chiedeva disperatamente il nostro aiuto per una certa cosa in un certo studio televisivo, ragion per cui io e Lucky partimmo alla volta di un nuovo caso; inutile dire che guidava lui.
Appena arrivati difronte allo studio televisivo un uomo che ci aveva chiamati ci stava aspettando ansimante mentre si asciugava la fronte grondante sudore. L’uomo era l’attrezzo più brutto che io avessi mai visto, una via di mezzo tra Roberto Da Crema e Rodrigo Taddei. Un imbarazzante e palese parrucchino in qualche modo completava la bruttezza di questa persona.
Lucky mi disse “muoviti Alex” aprendo con una mossa fantastica il bagagliaio della Golf. Mentre io lavoravo seriamente e scaricavo la macchina vedevo Lucky che parlava animatamente con il signore. In un primo momento pensavo che stavano litigando, invece no, sono solo due ansiolitici bastardi. Comunque mi avvicinai e il signore che ci aveva chiamato si presentava come un importante produttore televisivo e manager della signora Simonetti, una sorta di Vanna Marchi ancora incensurata. L’uomo ci raccontò che quella mattina nello studio della signora Simonetti erano successe due eventi inspiegabili:
1 carte dei tarocchi che si girano da sole
2 catenine e medaglioni che puntano verso il soffitto.
Senza indugio ci precipitiamo subito nello studio televisivo e li ci trovammo difronte alla signora Simonetti che chiedeva disperatamente l’aiuto di Lucky Hunter. Boh, comunque la cosa più interessante era il parrucchino del manager, perciò lo filmai giocano con continui zoom in e zoom out. Giuro che faceva troppo ridere.
Lucky Hunter ad un certo punto decide che è arrivato il momento di lavorare, quindi ci caccia tutti dallo studio, attiva i suoi ecto-occhiali, imbraccia il suo ecto-fucile e si chiude all’interno del suddetto studio.
Qualcosa dentro di me mi disse che era arrivata l’ora della morale e così incominciai a rimproverare la signora Simonetti dicendogli che quello che faceva era spregevole perché entrare in contatto con le entità non è una cosa che possono fare tutti, ci vuole una preparazione seria. Lei di contro diceva che il suo era un lavoro onesto e io commentavo semplicemente con un tiepido “vergogna” scuotendo la testa. Sta pagliacciata andò avanti per una ventina di minuti finché non uscì Lucky Hunter stremato dallo scontro: ci raccontò di com’era riuscito ad entrare in contatto con il fantasma, ma di non averlo voluto catturare in quanto si ritrattava dell’anima del signor Arnaldo, un vecchio che per anni aveva telefonato alla Simonetti per chiedere i numeri della lotteria che puntualmente si rivelavano sbagliati. Lo spirito aveva affermato che voleva vendicarsi della cartomante per il resto dei suoi giorni.
Devo dire che da quella volta in poi iniziai a rispettare Lucky Hunter un pochino di più, sempre conscio del fatto che era un irrimediabile coglione.