BIANCA

Stavo mettendo in ordine nello studio di Lucky Hunter visto che lui l’ordine non ha idea di cosa sia. Tra cianfrusaglie varie incappai in un cassetto che non avevo mai notato e decisi di aprirlo sperando di non trovare al suo interno un impero di fazzoletti usati chissà per cosa. Con mia grande sorpresa quel cassetto era quasi vuoto, c’era solo una lettera appoggiata con una perfezione geometrica. Non era sigillata, ragion per cui non potevo non leggerla come un impiccione lurido; certe volte mi faccio un po’ schifo.

La lettera s’intitolava “IO E BIANCA” ed era scritta in una sorta di flusso di coscienza, molto di getto così come veniva, sembrava scritta da qualcuno che non parla benissimo questa lingua. Riga dopo riga mi rendevo conto che forse non era il caso che io la leggessi, ma se da una parte questo mi faceva sentire terribilmente in colpa, dall’altra alimentava la mia curiosità.

A quanto scritto nella lettera, Lucky ha avuto un passato duro, fatto di pure ed intense amicizie perdute in modi atroci. Bianca – penso che idealmente la lettera sia indirizzata a lei- era una carissima amica d’infanzia di Lucky che un giorno semplicemente sparì e nessuno ebbe più sue notizie; due settimane dopo Lucky si trasferì in Inghilterra con la famiglia. Loro erano soliti andare a giocare a Villa Ada con dei bastoncini, oggetti tanto semplici quanto ricchi di magia per Lucky e Bianca.

Ora che ci penso Lucky ogni tanto sparisce senza dirmi dove va, ecco svelato il mistero: va a Villa Ada e si siede su una panchina vicino a dove giocava con Bianca, forse sperando in un suo ritorno prima o poi. Prima o poi. Nella lettera lo ripete molto spesso questo “prima o poi”, un po’ ricco di speranza e malinconia.

Andando avanti nella lettura Lucky racconta un episodio: un giorno a Villa Ada un cane bianco arrivò verso di lui con un bastone in bocca, lui non sa spiegarlo, ma dice che era sicuro che era lo spirito di Bianca che aveva mandato il cane, essendo i cani vagamente suscettibili alle presenze ectoplasmatiche. Lucky accarezzò il cane e subito venne aggredito dalla sua padrona pazzoide che iniziò ad urlare “LASCIA STARE IL MIO CANE!”.

Lucky tentò con ingenuità di spiegargli che il cane era stato mandato da Bianca e la padrona di tutta risposta strappò il bastone dalla bocca del cane e lo tirò a Lucky chiamandolo “uno strambo”. A Lucky non importò perché era sicuro che dopo tutto questo tempo passato a cercare Bianca alla fine era stata lei a trovare lui, e ciò gli infuse una pace indescrivibile dentro il cuore.

La lettera finisce qua. Penso che questa è la prova che forse Lucky ha veramente un cuore, forse non ho mai capito nulla di lui. Ho voluto pubblicare questo per condividerlo con voi, perché nonostante gli insulti e tutto l’astio che c’è stato tra noi due, infondo Lucky è un amico.

Una porta si aprì nello studio, era Lucky. Io rimisi tutto apposto, uscì dallo studio e lo rimproverai per aver lasciato tutto in disordine. Ormai è questo il nostro rapporto.

Pubblicato da ALEX

Ciao a tutti, sono Alex e sono il disperato videomaker di Lucky Hunter, il noto cacciatore di fantasmi. Ho aperto questo blog perché ho bisogno di un serio sostegno psicologico e spero che voi mi possiate dare una mano. Sono costretto a lavorare con Lucky Hunter perché è l'unico lavoro che ho trovato e mi servono soldi per pagare l'affitto. Sono senza un soldo, con un datore di lavoro che mi sfrutta, senza una ragazza e mia madre non mi vuole bene. AIUTO.

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